REVIEW OF THE WEEK #347 Se questo è un uomo - Primo Levi

Buon pomeriggio e buon martedì! Tutto bene?
E' vero, solitamente le recensioni escono di sabato ma oggi è una giornata speciale e ho pensato di pubblicare qualcosa a tema. Sto parlando della Giornata internazionale della memoria, una giornata per commemorare le vittime dell'Olocausto. E di cosa parlare se non di "Se questo è un uomo"? Vi lascio alla lettura della recensione, sperando di portare alla luce un tema molto difficile.



Review of the week è una rubrica a cadenza più o meno settimanale, postata solitamente il sabato, nella quale si recensisce un determinato libro letto in precedenza, con annessa votazione.


Titolo Se questo è un uomo
Autore Primo Levi; Cesare Segre (Dopo)
Prezzo 8,99 €
Dati 27 gennaio 2014; Copertina flessibile
Editore Einaudi
ISBN 978-8806219352

Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò "Se questo è un uomo" nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei "Saggi" e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, "Se questo è un uomo" è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un'analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.


La mia recensione:

Inutile fare una presentazione di questo libro, lo conoscerete tutti, quindi andrò direttamente a parlare dei miei pensieri al riguardo. Ho letto questa testimonianza nuda e cruda, perché quello dell'olocausto è un tema che sento molto. Non ho origini ebraiche né simili di alcun tipo, ma sentire e leggere cose su questo argomento mi tocca molto (sono anche stata ad Auswitz!) quindi è un libro che prima o poi avrei sempre voluto leggere. La "storia" nel senso di narrazione, vede Primo Levi, un ex prigioniero che apre il tutto con delle sue considerazioni sull'uomo e su come non dovrebbe mai essere trattato, ovvero con la sua poesia famosissima con lo stesso titolo del libro, che voglio lasciarvi qui:

Voi che vivete sicuri

nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango

che non conosce pace

che lotta per mezzo pane

che muore per un si o per un no.

Considerate se questa è una donna,

senza capelli e senza nome

senza più forza di ricordare

vuoti gli occhi e freddo il grembo

come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:

vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

stando in casa andando per via,

coricandovi, alzandovi.

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

la malattia vi impedisca,

i vostri nati torcano il viso da voi.


Anche solo dopo aver letto questa poesia si può evincere tutta la sofferenza di questo uomo e di chi ha vissuto questa terribile esperienza. 
Il tutto ci viene raccontato con un linguaggio abbastanza semplice e scorrevole, come un racconto, in senso non sempre cronologico ma sempre chiaro. Non starò a raccontarvi vicende e altro, perché assolutamente questo è un libro a cui approcciarsi prima o poi nella vita, ma vorrei dirvi cosa mi ha lasciato.
A distanza di un anno dalla sua lettura (perché l'ho letto lo scorso anno in questo periodo), ricordo ancora quella sensazione di dolore, di furbizia e fortuna che bisognava avere per poter riuscire a sopravvivere in quelle condizioni. Mi è rimasta impressa la naturalezza e semplicità con cui le cose venivano raccontate, o meglio la freddezza utilizzata, come se quelle cose non fossero mai successe a lui e fosse tutto solo una "cronaca", non qualcosa di soggettivo. E penso che ciò sia dovuto dal fatto che quando si vivono queste cose, il corpo e la mente tentano di estraniarsi, di allontanarle dai propri ricordi per evitare di riviverle nuovamente con una profonda intensità.
Mi rendo conto che questa recensione è un po' inutile, ma volevo portare all'attenzione di tutti, questo libro perché è un tesoro che ci è stato regalato, un libro da leggere per capire le atrocità di cui è capace un essere umano.
Una storia che sembra finta per quanto è crudele, eppure così vera nel modo in cui è descritta.


La mia votazione:



Ok! Per questo post è tutto e sono molto contenta di averlo portato. Io, come vi ho detto, mi sento molto vicina a questo tema, sono molto sensibile al riguardo e vorrei che ciò non accadesse mai più, cosa purtroppo impossibile nel mondo in cui viviamo. Se volete lasciarmi un commento con un vostro pensiero, sarei molto felice di condividerlo con voi!
Altrimenti ci sentiamo presto con un nuovo post!
Buona serata!

Ika.

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