sabato 27 dicembre 2014

Review of the Week #63 P.S. I Love You - Cecelia Ahern

Buon pomeriggio a tutti! Finalmente sono tornata al mio caro amato pc!
In questi tre giorni ho programmato tutti i post, ma non sono stata mai a casa!
La mia povera gatta ha passato le feste sola soletta ù.ù 
Ma questo potrebbe non interessarvi xD Allora, come sono andate le vostre feste? Avete mangiato tanti dolci e squisitezze? Io ovviamente si... sono un casino, lo so xD Volevo stare attenta, ma non c'è niente da fare... sotto le feste la dieta non si può fare!! XD
Ora vi lascio al post ^^



Review of the Week è una rubrica a cadenza settimanale, postata solitamente il sabato, nella quale si recensisce un determinato libro letto in precedenza, con annessa votazione.


Questa settimana: P.S. I Love You - Cecelia Ahern






Titolo P.S. I love you
Autore Ahern Cecilia
Prezzo     € 9,90
Dati 2005, 420 p.
Editore Rizzoli  (collana Bur narrativa)


Holly e Gerry sono una di quelle coppie giovani e belle che vivono in simbiosi. Quando, all'improvviso, Gerry muore, Holly è devastata: vedova a soli ventinove anni, ha l'impressione che la sua vita non abbia più senso. È anche arrabbiata, si sente tradita, lui - suo marito, amante, miglior amico, la sua roccia - aveva promesso di non lasciarla mai, come può farcela da sola, ora? Ma Gerry non ha dimenticato, e trova il modo di farle avere una lettera ogni mese, con un messaggio per ritrovare la voglia di vivere e, soprattutto, con un dolcissimo "P.S. I love you" che spinge Holly, fra un pianto e un sorriso, ad aprirsi al domani. Perché la vita è fatta per essere vissuta, sempre.





La mia recensione:
Holly ha da poco perso il marito, Gerry. Un uomo premuroso, dolce; insomma: la sua anima gemella. Ricominciare a vivere è davvero difficile, non ha più un lavoro e la casa è vuota, senza suo marito. Un paio di mesi dopo, la madre della protagonista, le ricorda che c'è un pacchettino ad aspettarla dal funerale. Anche se non le interessa, Holly lo apre e scopre che suo marito, prima di lasciarla, le ha scritto alcune lettere, che dovranno essere aperte in un mese preciso. Proprio grazie ad esse, la donna può andare avanti e vivere la sua vita, di nuovo.
Avevo visto il film e me ne ero innamorata (ora ricordo solo qualche immagine, quindi è giunta l'ora di rivederlo ù.ù). Mi aspettavo grandi cose e forse sono rimasta un po' delusa. La storia è particolare, insolita e dolce. Però mi aspettato un po' più di romanticismo, mi aspettavo uno stile diverso, che invece si è rivelato semplice e scorrevole.
Non posso di certo dire che sia stata una brutta lettura, anzi.
Però mi ha lasciata un po' con l'amato in bocca.
Holly è una donna che si ritrova sola e senza molte ambizioni. Non ha mai amato lavorare, ora meno che mai. E' stata travolta dalla morte di suo marito e la ripresa di una vita normale le sembra quasi impossibile.
Niente ha più senso, per lei. Quando scopre delle lettere, però, c'è una piccola rinascita: ora ha un motivo per vivere, sente di nuovo Gerry vicino. 
Grazie alle richieste particolati di suo marito, che la conosceva meglio di se stessa, riesce a vivere un po' di più, anche se, una volta sola, la sofferenza, il dolore fanno capolino di nuovo. 
Ad aiutarla, ci sono le sue amiche e la sua famiglia, che impara a conoscere e ad apprezzare in modo diverso rispetto a come ha sempre fatto. 
Probabilmente il mio voto sarebbe stato un pelino più basso, se il finale non fosse stato lo stesso. Un finale non scontato, che ti fa capire che non sempre le cose vanno come ti saresti immaginato. 
Si è trattato, quindi, di una bella lettura, scorrevole e interessante. Trattandosi di un romanzo rosa, forse, è consigliato più alle onne; non avvicinatevi con aspettative altissime, però!


La mia votazione: 
 interessante!






Ecco, la mia recensione è terminata! Non credo sia molto dettagliata, come al solito... sapete le mie capacità al riguardo non sono mai molto buone ù.ù Allora, voi avete letto questo libro? Avete intenzione di farlo? Avete letto altro dell'autrice?
Io sono curiosissima di leggere Scrivimi ancora, ma penso che leggerò anche altro della stessa! Potrebbe trattarsi di qualche bella sorpresa, no? :P 
Aspetto le vostre opinioni, vi rimando a passare domani, qualora vi andasse! ^_^ Ci sentiamo e buon week end!
Ika.

venerdì 26 dicembre 2014

Christmas in Wonderland! Tradizioni natalizie nel mondo

Buon pomeriggio a tutti! Come state?
Come vanno le mangiate? xD Io spero di non esser ingrassata, ma anche se fosse li perderò, giusto? :P Detto questo com'è andato il giorno di Natale? Spero l'abbiate passato in famiglia o con le persone che più vi stanno a cuore! :D
Vi lascio al post, spero vi piaccia e vi sembri interessante! :*

In questa puntata...
Tradizioni in giro per il mondo!


AUSTRIA
Froehliche Weihnachten

In Austria il periodo natalizio inizia con l'avvento. In questo periodo si addobba la casa e si preparano biscotti e pane speziato, chiamato "Früchtebrot" . In molte case si usa avere una corona
d'avvento con quattro candele che vengono accese le quattro domeniche prima di Natale. 
Molti bambini hanno un calendario dell'avvento per contare i giorni fino a Natale. Ogni giorno aprono una finestra, dietro la quale si trova una piccola sorpresa. In questo periodo alcuni bambini scrivono una lettera a "Gesù Bambino" con i loro desideri per Natale.
Il 5 o 6 dicembre arriva San Nicola, spesso accompagnato dal "Krampus", che porta dei piccoli regali ai bravi bambini. A Salisburgo e nei dintorni c'è anche l'usanza del passaggio dei "Perchten".
Una tradizione in Austria sono i mercatini di Natale durante il periodo natalizio per sentire una festosa atmosfera natalizia. A Salisburgo non si può dimenticare la tradizione del "Canto d'Avvento" Adventsingen". È uno degli appuntamenti culturali più famosi del periodo prenatalizio. 
L'albero di Natale viene addobbato con stelle di paglia e candele. Tutta la famiglia si riunisce intorno all'albero per lo scambio dei doni.



FINLANDIA
Hyvaa joulua


La notte di Natale i bambini si mettono tutti a guardare dalle finestre, perchè sanno che Babbo Natale non tarderà molto ad arrivare. Anche lui abita in Finlandia, in una zona chiamata Lapponia.

Babbo Natale vive con Mamma Natale e tanti piccoli aiutanti all' interno di una montagna chiamata
Korvatunturi. Questa montagna ha tre orecchie in modo che Babbo Natale può ascoltare tutti i messaggi che gli arrivano da tutto il mondo. L' entrata della montagna è però così segreta che finora nessuno è riuscito a scoprire dove sia.
La sua renna preferita si chiama Rudolph e è una renna molto particolare perchè ha il naso rosso che brilla.
Prima di Natale, Babbo Natale deve leggere tante lettere ed è per questo che ci sono tanti elfi che lo aiutano.




GERMANIA
Froehliche Weihnachten


In Germania si può dire che il periodo natalizio inizia già a novembre. Il giorno di San Martino l' 11/11, che tra l' altro corrisponde anche all'inizio del carnevale, le scuole organizzano per il tardo pomeriggio delle processioni dove i bambini portano delle lanterne, che hanno costruito con l 'aiuto dei maestri, e che servono per illuminare la strada a San Martino. In alcuni luoghi c'è anche la tradizione di andare nei cimiteri per portare la luce là dove c'è il buio. 

Il 6 Dicembre arriva San Nicola che porta ai bambini dei cioccolatini o delle casette fatte con il pan speziato e altre bontà da mangiare. Nel periodo dell' avvento vengono fatte delle ghirlande dove poi nelle quattro domeniche precedenti il Natale vengono messe delle candele e si addobba la casa. In questo periodo si preparano molti dolcetti come i Lebkuchen o il Christollen e si beve vino speziato. 
Il 24 dicembre si addobba l' albero e alla sera arriva il Christkind ,il Bambino Gesù, e in alcuni luoghi Babbo Natale per consegnare i regali a chi è stato bravo.
In questo giorno la tavola viene guarnita con particolare cura e si mangia l' Oca Arrosto o la Carpa Blu.




GRAN BRETAGNA
Merry Christmas

In Inghilterra le tradizioni natalizie non si distaccano molto da quelle degli altri paesi. Per i bambini natale comincia già a novembre quando iniziano a scrivere la lista dei regali che vogliono ricevere e i negozi addobbano le vetrine con temi natalizi. 

Da dicembre si inizia ad aprire il calendario dell'avvento e due settimane prima di natale si inizia a decorare la casa e l'albero, che viene abbellito con luci e fiocchi. La sera della vigilia, i bambini

appendono delle calze per Father Christmas e per ringraziarlo dei regali gli lasciano un bicchiere di latte e un dolce "mince pie" e per la renna Rudolph lasciano anche una carota. Il giorno di Natale è il più bello perchè si aprono tutti i regali che Babbo Natale ha lasciato dentro un sacco sotto all' albero. 
Il giorno di Natale si sta insieme ai parenti e si mangia tacchino ripieno accompagnato da mirtilli e per dolce si prepara sempre il Christmas Pudding o Christmas Cake. 
Alle 3 del pomeriggio in televisione c'è sempre il discorso della Regina.





IRLANDA
Merry Christmas

Un tempo la caccia allo scricciolo era tradizione seguita il 26 dicembre in tutta l'Irlanda.
Il motivo di tanto accanimento contro questo uccellino è da ricercare nella leggenda che accompagna il martirio di Santo Stefano. Si narra infatti che il Santo si fosse nascosto dietro un cespuglio per sfuggire ai suoi persecutori, ma fosse stato scoperto a causa di uno scricciolo che volò via dal
nascondiglio svelando quindi la presenza del martire.
Per questo motivo il 26 dicembre di ogni anno, gruppi di uomini ricordano questo episodio, fingendo di dargli la caccia, di catturarlo e poi di condurlo legato ad un bastone di casa in casa cantando e facendo la questua. Naturalmente è solo una finzione: oggi nessuno scricciolo deve temere per la propria incolumità, ma è comunque costume diffuso che uomini mascherati con abiti vecchi vadano di casa in casa offrendo canti ed intrattenimento.



OLANDA
Vrolijk Kerstfeest


Durante tutto il mese di dicembre in Olanda si respira aria di festa. San Nicola è appena passato e già ci si affretta ad addobbare le case per le feste natalizie con alberi di Natale, ghirlande e innumerevoli candele.

Anche i viali e le strade commerciali sono decorate e le luci, le canzoni natalizie e i Babbi Natale creano una bellissima atmosfera.Va da sé che é d’obbligo in occasione di questa festa possedere un albero di Natale e rendere la propria casa il più accogliente possibile con decorazioni natalizie acquistate nei negozi o fatte in casa.
La tradizione vuole che il giorno di Natale e la vigilia in Olanda vengano festeggiati in famiglia, intorno all’albero di Natale, davanti al camino o riuniti intorno alla tavola.



POLONIA
Sarbatori vesele


Nel passato, i preparativi per il Natale iniziavano solo un paio di giorni prima della Vigilia. Il 24 dicembre, i bambini, di pomeriggio andavano per le strade del paese e bussavano alle porte delle case per chiedere di entrare. Di solito la gente apparecchiava nella sala un tavolo con una tovaglia bianca. I bambini si mettevamo intorno al tavolo e recitavano la storia della nascita di Gesù.

Alla fine dell' esibizione quasi tutti danno dei soldi, e al Bambino Gesù davano anche un regalo in un sacchettino.
Alla sera, si riunivano a mangiare wurstel e pane. Poi dividevano i soldi e i regali che aveva ricevuto il bambino Gesù. 
La Vigilia non era però ancora terminata, bisognava andare alla messa e lì fare di nuovo la rappresentazione della nascita di Gesù per tutti i fedeli. Al ritorno a casa oppure la mattina seguente le calze venivano riempite di dolcetti, mele e mandarini e qualche volta anche monete o regali.



UNGHERIA
Boldog Karácsonyt

S. Nicola, 6 dicembre
S.Nicola, in ungherese: Miklós, da cui viene il nome Mikulás, inteso come Babbo Natale.

Al contrario delle tradizioni anglosassoni, Mikulás non viene a Natale, ma il giorno del suo onomastico e porta solo dolci ,impacchettati in una bustina rossa, ai bambini buoni e fraschette dorate

ai cattivi, naturalmente ogni bambino riceve i dolci, e le fraschette solo per scherzo. In questo senso somiglia alla Befana italiana.

Natale, 24-26 dicembre
Similmente ad altri paesi europei, si usa addobbare l'albero di Natale, ma solo alla Vigilia di Natale e non prima.
Come addobbi si usano anche dolcetti, in genere cioccolatini, a forma ovale, impacchettati in carta lucente.
I bambini trovano il regalo, che non viene attribuito a Babbo Natale, ma al bambino Gesù, sotto l'albero la stessa sera. A mezzanotte si va alla messa.




MESSICO
Feliz Navidad


La settimana di Natale viene celebrata in tutto il Paese con le “posadas”, a ricordo del pellegrinaggio di Giuseppe e Maria in cerca di un posto dove far nascere il bambino. Ad accompagnare questa processione ci sono anche numerosi bambini che bussano di porta in porta per cercare un riparo per Giuseppe e Maria. 

Alla fine di questa processione vengono organizzati grandi pranzi durante i quali si rompono le “pentolacce” o "piñata" , fatte di cartapesta e contenenti frutta, canditi e dolci.




ARGENTINA
Feliz Navidad


Anche se l' Argentina è all' altro capo del mondo, si può dire che il Natale viene festeggiato come in Italia.

L' unica differenza è che in Argentina a dicembre è piena estate. Il giorno più importante è il 24
dicembre, dove la sera si riunisce tutta la famiglia e solitamente si mangia l' asado , carne alla brace. Poi si brinda con panettone e spumante. Naturalmente nelle case si addobba l' albero di Natale, un albero di plastica, perchè quello vero si seccherebbe subito. Fino a pochi anni fa i regali li portavano i Re Magi a gennaio e i bambini lasciavano fuori dalla porta una scarpa e un po' di acqua e dell' erba per i cammelli . Negli ultimi anni è arrivata anche da noi la tradizione di scambiare i regali a Natale







SVEZIA
God Jul

Durante il periodo natalizio le case vengono addobbate con decorazioni fatte con la paglia, con dei fiori soprattutto rossi, ma anche rosa, bianchi oppure blu chiaro, e con dolcetti speziati che poi vengono appesi. I bambini usano il calendario dell' avvento per contare i giorni fino a natale e ogni giorno aprono una finestrella. l' albero si addobba il giorno prima di natale. La sera di Natale si mangia una minestra di riso, delle polpettine e salcicce. Dopo la cena solitamente ci si riunisce intorno all' albero per cantare. Solo a questo punto arriva Babbo Natale.
Durante il periodo natalizio in Svezia c'è un' altra bella festa che è molto sentita: Santa Lucia.
Questa festa si celebra il 13 dicembre quando c'è il solstizio d' inverno. Di solito in una famiglia è la figlia maggiore che si veste come Santa Lucia, cioè con una tunica bianca, una cintura rossa e in testa una corona con delle candele accese e porta un vassoio con dei dolci e li offre a tutta la famiglia




SPAGNA
Feliz Navidad


A Barcellona è costume il 28 dicembre fare scherzi a qualcuno. I regali se li scambiano il 06 gennaio quando arrivano "los Reyes", cioè i re magi, che naturalmente fanno un arrivo alla grande con quella

che si chaima "la cavalcata de los reyes"; ce ne sono varie in tutte le città spagnole, in Barcellona stessa ce ne sono diverse anche se la maggiore li fa partire dal mare per finire poi al Parco della cittadella. In quel giorno sfilano quindi carri bellissimi con i re magi sopra che distribuiscono caramelle tirandole giù dal carro; tutti li aspettano a corteo e li seguono raccogliendo dietro il loro passaggio caramelle di ogni tipo . Adesso anche Babbo Natale con il consumismo comincia a portare qualche regalo la notte di Natale, però essenzialmente tutto si svolge il 06 gennaio.



CANADA
Merry Christmas


In Canada si usa decorare la casa con addobbi natalizi come corone di alloro, luci colorate e con l' albero di natale. La settimana prima di natale si scrive la lettera a Santa Claus per dirgli quali regali si desiderano ricevere.

I bambini appendono anche delle calze in modo che Babbo Natale le possa riempire con caramelle e cioccolatini.
In alcuni paesi esiste ancora la tradizione per i bambini di andare a cantare di casa in casa le canzoni natalizie.
Come compenso ricevono qualche moneta, o dei dolcetti o qualcosa di caldo da bere (da noi a Natale fa veramente freddo e spesso è tutto ghiacciato). Il pranzo natalizio tradizionale consiste nel tacchino ripieno con contorno di patate e salsa di mirtilli. In alcune famiglie invece del tacchino si usa cucinare l' anatra arrosto.




REPUBBLICA CECA
Veselé Vánoce


Nella Repubblica Ceca, il Natale è celebrato soprattutto il 24 dicembre, o alla sera della Vigilia, anche se il 25 e 26 sono giorni di vacanza. In questa sera arriva Jezisek, o "piccolo Gesù". In questo paese sopravvivono antichissime tradizioni dell'"antico Natale", prevalentemente per divertimento. Si disciplina il credente a digiunare per tutta la Vigilia, finché viene servita una cena cerimoniale, allo

scopo di essere in grado di vedere il "maiale d'oro". I doni sono posti sotto l'albero di Natale, di solito un abete, o un pino e aperti dopo il pranzo. Altre tradizioni ceche contemplano la premonizione, con il taglio trasversale delle mele; se appare una stella nel centro, l'anno che verrà sarà di successo, se invece appare una croce no. Le ragazze gettano le scarpe dietro le spalle; se la punta dei piedi tocca la porta, la ragazza nell'anno che verrà troverà marito. Altre tradizioni contemplano il versamento di piombo fuso in acqua e dalla forma che il piombo assume raffreddandosi emerge un responso, utile a predire il futuro.



SLOVACCHIA

veselé Vianoce



Il Natale in Slovacchia è celebrato soprattutto in famiglia: cibo e celebrazioni religiose sono gli eventi principali. Nel 2001 è stata costruito in Bratislava un enorme presepe, costruito da Plavecky Stvortok,

un progettista con esperienze in altre città.




RUSSIA
С Рождеством


Nell'Europa dell'Est, i paesi slavi seguono la tradizione di Ded Moroz o "Nonno glaciale". Secondo la leggenda, egli viaggia su una magica troika, una slitta decorata trainata da tre cavalli, per consegnare i doni ai bambini. Si pensa che anche questo personaggio discenda da Santa Claus e da Saint Nicholas.

Le celebrazioni Natalizie in Russia sono state ripristinate dal 1992, dopo quasi settant'anni di soppressione da parte del governo comunista. Queste feste sono centrate sulla Vigilia, la "Sacra Cena", che consiste in dodici portate, una per ogni apostolo di Gesù. La tradizione Russa è tenuta viva dalla visita del "Nonno Gelo", e dalla sua "ragazza della neve", il primo giorno dell'anno. Anche le tradizioni del Natale Russo includono l'Albero di Natale, o yolka, acquistato per la prima volta da Pietro il Grande, dopo i suoi viaggi in Europa alla fine del XVIII secolo, le tradizioni natalizie e il Natale in generale erano molto sentite durante l'Impero Russo, era infatti l'unico periodo dell'anno dove il poveri potevano sperare in qualche elemosine e beneficenze da parte dei ricchi.





E anche questo post è giunto al termine! :D Io spero tanto che questo post possa rivelarsi interessante anche ai vostri occhi! ^^ Io mi sono divertita a cercare foto e tradizioni in giro! :D Inoltre, mi auguro anche di fare compagnia a chi non sta festeggiando in compagnia ^_^ è soprattutto per queste persone, se ci sono, che ho deciso di non lasciarvi soli neanche un giorno ù.ù Detto questo, vi invito a farmi sapere, se ne avete voglia, se conoscete altre tradizioni o se qualcuna in particolare vi ha colpiti! Se volete, ci sentiamo domani con un nuovo post ^_^ A domani e buona giornata!
Ika.

giovedì 25 dicembre 2014

Christmas in Wonderland! Tradizioni natalizie in Italia!

Buongiorno a tutti, anzi buon pomeriggio! Siete ancora a tavola a mangiare?? :)
Io sicuramente si... la dieta in questi giorni non si fa, giusto??? U.U
BUON NATALE A TUTTI QUANTI! *-* Cosa state facendo di bello??
Per chiunque non festeggiasse, o passasse da solo questa festa, c'è un post molto molto carino (spero!) ad aspettarvi! :D
Vi lascio, eccolo^^

In questa puntata...
Le tradizioni in Italia!




VALLE D’AOSTA
Ai piedi del Monte Bianco i simboli della festa si rifanno alla cultura e ai valori tipici della gente di montagna: ospitalità, amicizia, semplicità e gusto della tradizione, permettendo ai visitatori di trascorrere in un clima sereno il periodo natalizio.
In ogni via si trovano artigiani e artisti che presentano le loro creazioni, tra cui sculture, opere di intaglio, pittura su ceramica, patchwork, addobbi natalizi, composizioni di fiori secchi e candele.
La musica sacra, popolare o tipicamente natalizia risuona in numerose località.
In tutte le parrocchie della regione il Natale è celebrato con la Messa di mezzanotte. La consuetudine vuole che al termine della funzione vengano distribuiti dolci, panettone, cioccolata calda e vin brulé. 
Chi vorrà provare l' ebbrezza di passeggiare a cavallo o in carrozza nel cuore dei borghi valdostani e i bambini potranno incontrare Babbo Natale sulle piste da sci.




LOMBARDIA

In Lombardia, soprattutto a Milano, il Natale è sinonimo di Panettone.
Pare che esso prenda il nome da un certo Toni, garzone di fornaio, che decise di arricchire il semplice pane di tutti i giorni con ingredienti costosi e pregiati: burro, uova, zucchero, uvette e frutta candita, forse per far piacere ad una bella golosa.

Non bisogna dimenticarsi però anche la tradizione, più recente, dei mercatini e delle bancarelle che animano le vie delle città lombarde per tutto il mese di Dicembre.
Da segnalare soprattutto il tradizionale Mercatino di Natale di Livigno che, che oltre agli oggetti di artigianato, decorazioni e addobbi per l'albero di Natale, propone stands gastronomici che servono leccornie come castagne, noci, mele, il tipico panpepato, dolci fritti e lo squisito vin brulé. 


L'atmosfera è resa ancora più suggestiva dalle canzoni natalizie.

Per tutto il periodo dell'avvento in tutte le case di Livigno saranno accese delle candele, come vuole l'antica tradizione alpina.







TRENTINO ALTO ADIGE

In Trentino la festa più attesa dell’anno, il Natale, ha il sapore della tradizione e della cultura mitteleuropea alpina. I centri storici si animano con le luci, i colori, i profumi e le melodie dei mercatini di Natale e delle loro caratteristiche bancarelle. In omaggio alla tradizione alpina, i banchetti degli espositori si sono trasformati in casette di legno traboccanti di doni, dolci e spezie della tradizione.

In queste zone è usanza per i bambini possedere un calendario speciale per il mese di dicembre; ogni giorno i bambini al mattino aprono una delle finestrelle del calendario, che si trovano nelle forme più svariate. Nella forma più

tradizionale dietro ad ogni finestrella si trovava un disegno o un'immagine legata all'Avvento fino ad arrivare alla Natività. Oggi i calendari possono addirittura nascondere dietro alle finestrelle dolci, cioccolatini o caramelle.



Come in Germania, anche in Trentino il 6 dicembre Sankt Nikolaus visita le città, i paesi e le case per portare dolci e doni ai bambini buoni.



Un tempo, in Alto Adige, la notte della Vigilia di Natale ci si recava a messa la sera tardi per festeggiare la Natività. Ancora oggi questo rito si ripete in tutte le parrocchie con funzioni religiose molto intense, chiamata "Christmette".

In molte località alla fine delle messe ha luogo un concerto di strumenti a fiato particolare, poiché i suonatori si recano sui campanili delle chiese e da lì i suoni delle melodie natalizie si diffondono nella notte.




FRIULI VENEZIA GIULIA


Il Friuli Venezia Giulia vanta antichissime tradizioni natalizie che si manifestano nelle rappresentazioni sacre dei presepi e in quelle, più profane ma non meno magiche, dei mercatini d’Avvento. Da dicembre a gennaio, dal mare alla montagna, il folclore e le antiche leggende di origine mitteleuropea rivivono nelle piazze e negli angoli più suggestivi di tutta la Regione, in un tripudio di tradizioni, vin brulé e mele caramellate.

Tra i mercatini delle città del Friuli Venezia Giulia: il più antico e sentito è la Fiera di San Nicolò, il vecchio santo con la lunga barba bianca che porta i doni ai bambini buoni la notte del 6 dicembre. Sulle bancarelle, dolci, giocattoli, oggetti di artigianato e idee regalo per tutto il mese di dicembre.









VENETO

Il Veneto, come altre località limitrofe, per il periodo Natalizio si arricchisce di bancarelle e mercatini.
Intorno alla ricorrenza di Santa Lucia, che risale addirittura al Medioevo, vi sono varie manifestazioni che culminano con i tradizionali banchéti de Santa Lussia, in piazza Bra a Verona.
Lo scenario è reso ancora più suggestivo dalla bianca stella cometa d’acciaio che esce dall’Arena, ormai acquisita come simbolo del Natale a Verona. Alcuni giorni prima e dopo questa festa, puoi passeggiare tra i banchetti di questo mercatino e assistere a spettacoli improvvisati di venditori, assaggiare mille golosità provenienti da diverse regioni d’Italia, o acquistare piccoli giocattoli.
A Venezia invece tornano i mercatini di Natale in Laguna, che con i numerosi eventi che faranno da sfondo a tutta la manifestazione, diventeranno un vero e proprio luogo d’incontro e di recupero della tradizione.
Per i buongustai ovviamente non mancherà il “Campiello dei golosi”: uno stand con prelibatezze gastronomiche da tutta Italia. Anche Cortina D'Ampezzo si addobba per le feste: nei numerosi mercatini troverete in vendita presepi di legno, composizioni di fiori secchi, addobbi per l'albero e per la casa, candele fatte a mano, arredi e tessuti natalizi e molte altre cose originali. Immancabile l’angolo di ritrovo con vin brulé e biscotti caldi.








EMILIA ROMAGNA


In Emilia Romagna il Natale è per tradizione l’albero decorato e il presepe, con i Re Magi che partono di lontano e seguendo una stella cometa di giorno in giorno si avvicinano alla grotta col Gesù bambino, con il loro carico di doni. Arriveranno per l’Epifania, il 6 gennaio quando anche i bambini, in ricordo di quell’antico

omaggio, riceveranno dolci e regalini.

Da città a città cambiano i nomi e gli eventi di contorno ma la sostanza  e le date sono le stesse: a Bologna troviamo la Fiera di Natale e la Fiera di Santa Lucia, a Ravenna e Rimini i Mercatini di Natale, a Piacenza i mercatini Farnesiani, a Ferrara  il Mercato di Natale, a Forlì e a Cesena la Fiera di Natale, a Modena A dicembre regalati il centro, a Carpi Natale.. in corso, A Castel San Pietro Terme c’è il Castelanadel e poi ancora tanti e tanti altri mercatini di natale in tutta la regione. In ogni città la piazza principale e le vie del paese si animano di saltimbanchi e giocolieri con un variopinto mercato di prodotti tipici tra cui spicca il torrone artigianale e sono tanti i presepi, artistici, viventi, meccanici che decorano le chiese o le piazze.





PIEMONTE

Il Natale in Piemonte viene spesso celebrato attraverso sacre rappresentazioni, presepi scultorei, che per l'occasione vengono esposti al pubblico e presepi viventi.

I Pastour, i Pastori, è la messa in scena dell'adorazione popolare del Bambino Gesù, diffusa in tutto il Piemonte. Personaggio tipico è "Gelindo", che nella notte

di Natale guida i pastori verso la chiesa dove i figuranti porgeranno le loro offerte al Salvatore. Recitata in dialetto alessandrino, tratta della storia di poveri pastori alessandrini che vanno ad adorare Gesù Bambino: una rappresentazione che mescola il sacro e il profano, con frequenti riferimenti satirici alla realtà contemporanea, scherzi e battute dei protagonisti.



Tradizionale del Piemonte è anche il vischio, che cresce spontaneo in molte aree ed è simbolo di buon augurio sotto le feste natalizie.

In Piemonte per le feste si mangiano agnolotti al plin, ripieni di carne arrosto e serviti con burro e parmigiano o ancora con sugo d'arrosto.
Il "plin" è il pizzicotto con cui si chiude l'agnolotto, stringendo la sfoglia di pasta ripiegata con indice, pollice e medio. La tradizione vuole che si possano servire anche sconditi, adagiati su un tovagliolo candido, oppure in una scodella, affogati nel vino rosso.




LIGURIA

La Liguria è una delle regioni che mantiene viva la tradizione del ceppo di Natale. Anticamente a Genova, il ceppo natalizio veniva offerto al Doge dalle genti della montagna in una pittoresca cerimonia pubblica chiamata col bellissimo nome di confuoco; il Doge poi, ricevuto il dono, versava sul tronco del vino e dei confetti tra la gioia dei presenti.
Oggi la tradizione è portata avanti nelle singole case ma presepi, mercatini e fuochi d'artificio ricreano parzialmente il rito della cerimonia pubblica.

Oltre a spettacoli, messe di mezzanotte e brindisi in piazza, non possono mancare i consueti concerti natalizi: dal 20 al 24 la musica si fa per strada, con tanto di Babbo Natale che distribuisce doni.



Una tradizione sicuramente più recente e "di importazione" è quella dei mercatini di Natale, che si affiancano alle più tradizionali fiere nostrane e rappresentano un appuntamento con prodotti artigianali, gastronomia, spettacoli.



Una vera e propria peculiarità del levante resta invece quella del Natale subacqueo, che accomuna La Spezia, Porto Venere, Lerici e Tellaro con processioni in acqua, spettacoli pirotecnici e giochi di luce, nonché la nascita del Bambino adagiato in una conchiglia. A seguire, spuntino ristoratore a base di latte e castagne.









TOSCANA

Tra le varie manifestazioni natalizie toscane, quella di Lucignano vanta una notevole tradizione nel campo del folclore, legata in qualche modo alla sua condizione di borgo agricolo. Il suo centro storico, ospita a dicembre questa antica manifestazione per l'acquisto dei regali di Natale: la Fiera del Ceppo, conosciuta anticamente anche come Fiera del Cappone, si svolge ogni anno il sabato e la domenica antecedenti il Natale. La Fiera del Ceppo conserva ancora oggi l'aspetto di un momento di riconoscimento collettivo.


A Siena, mentre nella chiesa di Santa Lucia si svolgono le funzioni religiose, la benedizione degli occhi e l'offerta dei panini benedetti, nel centro storico si svolge una fiera che è particolarmente amata dai bambini. Oltre alle ceramiche e alle terrecotte dell'artigianato senese, vi si trovano infatti giochi, dolciumi e le caratteristiche e coloratissime campanine di Santa Lucia.



La sera della Vigilia di Natale invece, ad Abbadia San Salvatore, il calore del fuoco delle fiaccole e i canti delle pastorelle fanno ritornare alla memoria ricordi antichi e si può vivere la magica atmosfera della Vigilia in un borgo medievale illuminato a giorno. L'origine delle "fiaccole" si fa risalire al tempo in cui gli abitanti dei villaggi sparsi intorno all'Abbazia del S.S.Salvatore,  venuti in città, accendevano questi fuochi per riscaldarsi nella veglia di Natale, in attesa della Messa di mezzanotte.





MARCHE


Già alla fine di novembre le piazze e i vicoli dei centri storici marchigiani iniziano ad animarsi e abbellirsi in vista del Natale e, anche se il freddo si fa più pungente, le luci e le musiche invitano ad uscire.

E' tempo dei mercatini di Natale, una tradizione europea che rivive anche tra i borghi marchigiani, di concerti in chiese e teatri, di presepi viventi, di fiere e di spettacoli itineranti...
Le Marche sono la regione ideale per andare alla scoperta di tradizioni e sapori perduti, anche se per la verità questa regione non è stata del tutto contaminata dai ritmi frenetici che sono proprie delle realtà metropolitane.




ABRUZZO

L’Abruzzo è una delle regioni che mantiene la tradizione del ceppo natalizio da ardere.
A Polena, infatti, è ancora usanza ardere tredici piccoli legni, in memoria di Cristo e degli apostoli.


Non solo, in Abruzzo si possono trovare tante altre manifestazioni folcloristiche nel periodo natalizio, come per esempio quella della TOMBA DI NATALE, un grande falò nella piazza delle chiese, che ha luogo la notte del 24 dicembre.

Famosissima è anche la FIACCOLATA DI FINE ANNO, che si fa la notte di San Silvestro, lungo la discesa della pista direttissima di Pescasseroli, curata per tradizione dai maestri di sci.
Sempre a Pescasseroli sono da vedere il Presepe in cartapesta a grandezza naturale e anche il presepe permanente nel centro storico del paese, con i personaggi realizzati da artigiani locali.




UMBRIA


Sarà perchè in Umbria nacque San Francesco (che ricordiamo è l'inventore del Presepe nella forma che noi tutti conosciamo), sarà perchè qui da sempre si vive una spiritualità diffusa, sarà per l'aria che si respira… Ad ogni modo è difficile trovare un’altra regione in cui sia tanto sentita la tradizione del Natale.

Ecco quindi che nel mese di Dicembre si assiste, nelle città umbre, a tutto un fiorire di alberi di Natale, presepi ad altezza naturale, presepi viventi, tutte opere realizzate grazie al contribuito volontario di tante persone.


In occasione del Natale, tutte le chiese dell'Umbria celebrano solenni liturgie, mentre quasi tutti i luoghi di culto sono allietati da concerti di musica sacra e cori natalizi. In contemporanea, si possono ammirare presepi artistici di grande pregio e presepi viventi in molti centri.

Particolarmente suggestivi e spettacolari sono l'Albero di Natale allestito a Gubbio (il più grande del mondo) e la stella cometa di Miranda, a Terni.




LAZIO

Il Natale nel Lazio, come ogni anno, è un susseguirsi di eventi straordinari, appuntamenti culturali che spaziano dalla musica sacra ai concerti nelle piazze, al teatro, agli appuntamenti per i più piccoli.

Già a partire dalla settimana di Natale e per tutte le festività natalizie, a Roma sarà possibile visitare i vari mercatini natalizi nelle piazze, con le offerte dei fuochi d’artificio e dei cibi tipici destinati al veglione di Capodanno. Non mancheranno anche gli appuntamenti culturali nelle mostre e nei musei, che resteranno aperti in orari straordinari durante le feste.

Viterbo è sicuramente uno dei luoghi ideali del Lazio per vivere il Natale: tra i borghi medievali, le suggestive piazze (piazza S: Lorenzo è una della più belli di tutta Italia), tra le numerose bancarelle che espongono giocattoli, idee regalo, abbigliamento, cappelli e guanti, libri, dolci di ogni tipo, prodotti tipici e, anche se non è proprio un vanto locale, il vin brulé. Il tradizionale Mercatino di Natale di Viterbo si svolge in pieno centro.


In ogni caso la tradizione più attesa in questa regione è sicuramente quella della Befana è: è lei che durante gli ultimi due secoli ha portato giochi e dolci ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi.








MOLISE

Il Molise è terra di zampogne e di zampognari. È un importante simbolo etnico, un emblema presente in vari aspetti della storia e della cultura. Per novena, in senso lato, si intende un rituale religioso che dura nove giorni, ma Novena è anche il nome che si dà al brano musicale, tipico del periodo natalizio, eseguito dagli zampognari (il brano è detto anche Pastorale o Pastorella).
L'8 e il 24 Dicembre di ogni anno, all'imbrunire, Agnone (Isernia) diventa teatro di uno spettacolo unico ed irripetibile: ripercorrendo le tappe di un passato semi-ancestrale gli "attori", indossando i tipici costumi agresti del secolo scorso, sfilano per le vie cittadine portando fasci di fuoco, creando composizioni e danze suggestive.
Lo spettatore si trova, così, catapultato indietro nel tempo quando, alla vigilia di Natale, gli abitanti del circondario si recavano in paese alla messa di mezzanotte, illuminando, con il fuoco il buio degli impervi sentieri di montagna.






PUGLIA

Il Natale è il periodo dell’anno in cui si concentrano le maggiori festività: è quindi in questi giorni che in Puglia la gente si prepara a vivere in pieno le tradizioni che gli sono state tramandate e fra queste, occupano un posto di rilievo quelle culinarie.
Esiste nella memoria di ognuno un “calendario della cucina”, uno scadenzario, quasi un’agenda, sulla quale sono idealmente segnati piatti tipici a seconda della ricorrenza. Si tratta di pietanze che, nella tradizione gastronomica delle comunità civiche di appartenenza, costituiscono il “distinguo”, l’identità, il codice genetico. Così, pensando al Natale vengono immediatamente in mente "lu fucazieddu", "li carteddate" e le "sannacchiutele".


La tradizione natalizia pugliese è però legata anche ai presepi. La diffusione a livello popolare del presepe si realizza pienamente nel '800, quando ogni famiglia in occasione del Natale costruiva un presepe in casa riproducendo la Natività secondo i canoni tradizionali con materiali - statuine in gesso o terracotta, carta pesta e altro - forniti da un fiorente artigianato.




CAMPANIA
A Napoli e in tutta la Campania non mancano certo i presepi, le zampogne e i mercatini natalizi, tradizioni arrivate da nord che però arricchiscono e rendono ancora più magiche le feste di Natale campane.

Le preparazioni natalizie locali sono però più legate alla rinomata tradizione pasticciera nostrana: roccoco', susamielli, divino amore, zeppole e struffoli; tutto questo ci riconduce al periodo dell'avvento, a lunghe serate in casa, al gioco della tombola.

Il profumo delle zeppole fritte, durante la fase della preparazione, impregna tutti gli abiti, le finestre chiuse e il vapore acqueo che si forma sui vetri.
Nelle famiglie le nonne hanno sempre sostenuto che quando si preparano gli struffoli non bisogna né farsi vedere, né far sentire l'odore alla gente invidiosa: finirebbero con lo scoppiare!Concludendo con un eloquente detto popolare partenopeo: “Meglio murì sazio che campà djuno”!




BASILICATA

Un tempo a Natale, dopo la Messa di Mezzanotte, era usanza in Basilicata vedere per le vie la gente manifestare l'allegria e la fede dell'animo, dando e ricevendo felicitazioni ed auguri. Intanto tra pensieri di chiesa e di auguri si preparava il pranzo di rito, torcendo il collo a grossi capponi, a galline vecchie ed in mancanza di polli si suppliva con carne di maiale e con conigli.


Oggi si presenta così il Natale dei lucani: tradizioni, profumi, colori, festa, corsa ai regali e tanta buona cucina. L'unica festa religiosa che, per eccellenza, riesce a mantenere sempre vivi riti e modi di fare che si trasmettono di padre in figlio.

Anno dopo anno i gesti sono sempre gli stessi, anche se il rito che si ripete con più forza è quello della cucina. In questa giornata si riscopre il piacere di una tavola imbandita e di riassaporare i gusti di una volta e che appartengono alla propria tradizione culinaria .


Non mancano però commemorazioni di altro genere, come per esempio a Matera, dove anche la natura offre il suo contributo natalizio: la scenografia non delude neppure i più esigenti perchè i Sassi vengono illuminati nella loro parte più suggestiva (la rupe dell'Idris e le case sottostanti) da una gigantesca cometa luminosa, per ricreare lo splendore di un presepe naturale, scavato nel tufo.






CALABRIA


L’odore aspro dell’olio fritto, misto a quello della cannella, che si spande per le strade e i vicoli dei centri storici della Calabria, avverte che il Natale è alle porte.

Fare i cullurielli è uno dei tanti modi tradizionali di festeggiare la venuta del Messia; secondo l’usanza, solo alle famiglie povere e a quelle a “lutto” non è consentito tale lusso.
Questo rito si svolge solitamente anche il giorno di Santa Lucia, giorno importante e di festa nella tradizione calabrese, preceduto da una Vigilia “di magro”, molto simile a quella di Natale.
A Corigliano sono da segnalare nel menu le trìdici cosi: tredici varietà di frutta, fra le quali non dovevano mancare lupini, corbezzoli e mirtilli. Per l'occasione si spillava il vino nuovo.








SICILIA

Le tradizioni musicali connesse alla celebrazione del Natale si sono mantenute in Sicilia particolarmente vitali. Con canti, musiche strumentali e azioni drammatiche si torna ogni anno a celebrare la Natività. Il periodo preparatorio è la Novena di Natale, che in Sicilia viene allietata dai ciaramiddari (suonatori di cennamella, una specie di oboe, anticamente usato dai pastori).

La stagione natalizia può esser intesa non solamente nel senso strettamente religioso legato alla nascita di Gesù, o in quello puramente folcloristico, legato ai festeggiamenti effettuati nelle varie città come i Presepi Viventi, ma anche dal punto di vista culinario legato alle tipiche ricette isolane.

La fantasia popolare, unita allo sfarzo delle pietanze, che molto spesso costituiscono un piatto unico grazie all'abbondanza degli ingredienti usati ed all'elevata elaborazione della ricetta, vanno a creare degli spettacoli unici non solo per il palato ma anche per gli occhi.
Molto spesso le stesse ricette possono avere delle varianti locali, ma la bontà del piatto è sempre assicurata.







SARDEGNA

Nell’entroterra di una Sardegna nota ai più per le sue incantevoli destinazioni balneari, si tramandano tradizioni natalizie dense di antiche atmosfere e sapori genuini. Gergei e Desulo ne sono un esempio, con gli appuntamenti e gli eventi dedicati al Natale.


Vicoli, stradine in pietra, archi, cantine, granai e stalle del centro storico si animano per ospitare l’evento e fanno da sfondo alla Palestina di duemila anni fa, qui rappresentata dai personaggi in costume d’epoca, dalla ricostruzione delle ambientazioni e dai magici giochi di luce delle torce e delle fiaccole. Ad accrescere la sacra suggestione, anche il profumo degli incensi e il diffondersi degli odori caratteristici del Natale: caldarroste, mandarini e piatti caldi tipici serviti ai viandanti.


I visitatori assistono così alla preparazione della pasta e alla cottura del pane, alla battitura del ferro e alla lavorazione del legno o ai giochi dei bambini che scorazzano per strada.

Infine, tutta la comunità si riunisce intorno ad un grande falò per scambiarsi gli auguri e consumare bevande calde e pietanze tipiche del Natale.







Ecco tutte le tradizioni in giro per l'Italia che ho trovato in giro per il web! :D Scusate per il post chilometrico, ma il nostro paese è pieno di tradizioni, feste, fiere e tutto il resto! Quali sono le vostre tradizioni del Natale? :)
Qui a Roma (o nella mia famiglia, non so) il giorno della vigilia è forse importante quanto quello del Natale stesse, se non di più! Inoltre, non si mangia carne. Quindi banditi pollo, fettine, ma anche salumi! E spazio al pesce! La cena solitamente il menù è composto da antipasto di mare, pasta con le vongole, e frittura mista, oltre a qualche pesce un po' più salutare! Il giorno di Natale invece si mangia la carne, che qui chiamiamo abbacchio (al momento non mi viene in mente il termine giusto <.<)... oltre a tanti tantissimi dolci! Magari poi vi farò un resoconto dettagliato sulle festività e sul cibo! Voi invece?? :) Fatemi sapere... sono curiosissima! :D
Ika.